
il mio paese d'inverno si veste di malinconia, simile a quella che prende quando un dolce non riesce, si discute animatamente, si piange senza sosta per ore,insomma appare tutto appannato, vuoto, liscio senza una sbavatura, senza linee...
stasera sono barbie luce di quasi natale, o detta anche natale che verrà, comunemente chiamata barbie te la prometto ma non te la do. Una mezza calzetta, una che parla parla e poi molla, una che lavora ore e ore senza fermarsi mai.
Il natale, mi riporta alla mente un turbinio di felici ricordi, sterili o meno, il primo che proprio viene su e galleggia è mia nonna.
Si festeggiava da lei, che cucinava per tutto il pomeriggio, amavo gironzolare per casa, alla ricerca di qualche baule, foglio, odore, catenina, specchio, unghia rotta, cuscini strappati, e mi divertivo a coinvolgeretutti i miei cugini; la tavola era apparecchiata perfettamente, posate lucide, piatti bianchi, bicchieri di cristallo che riflettevano i visi di tutti, che bello.
C'era il presepe, nonno che fumava troppo, i miei zii che mescolavano racconti, babbo natale che spaccava la mezzanotte,la pasta buona che riempiva i cuori, il pane fresco che sbatteva sui denti, il freddo lo lasciavamo fuori, non filtrava dalle finestre, non restava sui cappotti di chi entrava in casa, era un presagio triste lontano....
chissa perchè ho tirato fuori questo frammento....
buonanotte
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